Dong-ju: the portrait of a poet: un poeta anonimo

dong-ju

Dong-ju: the portrait of a poet di Lee Joon-ik , come dice il titolo stesso, racconta la vita del poeta Yun Dong-ju e la sua cattura da parte del governo giapponese con l’accusa di coinvolgimento nel movimento di indipendenza coreano. Un biopic scarno e incorniciato in un rilassato bianco e nero da vecchia fotografia sepolta in cantina che cerca di riaffermare il potere della cultura (qui della poesia) anche in tempi in cui la violenza e l’azione sembrano essere l’unico modo per farsi sentire.

Dong-ju: the portrait of a poet ha del potenziale, che nasce proprio dalla figura del poeta stesso e dalla collocazione dei fatti negli anni dell’indipendenza coreana. Ma è un potenziale che rimane del tutto imprigionato e immobilizzato in una messa in scena che ha molto di televisivo e molto poco di cinematografico. Tutto scorre piatto, non un crescendo né tantomeno un picco di tensione. Tutto si tinge dello stesso sbiadito colore, proprio come il b/n utilizzato rimane del tutto impersonale.

Ed è un peccato perché Dong-ju: the portrait of a poet poteva essere un film importante. In fin dei conti il cinema coreano si è approcciato già altre volte a film biografici, e in alcuni casi con un certo successo. Stavolta il ritratto resta pressoché incompiuto, se non inesistente. Il perché sfugge. Eppure di tematiche significative dentro ce n’erano eccome, ad esempio il rapporto legge-desiderio, quello tra cugini/fratelli, l’auto-determinismo nel diventare ciò che la propria anima prepotentemente suggerisce, ecc. Tanta carne che viene posta su una brace che non arde. Ma se un biopic non arde, che biopic è?

Dong-ju: the portrait of a poet: un poeta anonimo ultima modifica: 2017-03-23T13:01:34+00:00 da Tommaso Tronconi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *