A better tomorrow di John Woo: recensione

a better tomorrow

Recensione di A better tomorrow di John Woo.

“Dopo averlo visto comprai un lungo impermeabile, degli occhiali da sole e me ne andavo a giro con uno stuzzicadenti in bocca”. Parola di Quentin Tarantino su A better tomorrow di John Woo. Un film che ha influenzato e forgiato tutto il genere del gangster movie, in Oriente e non solo, come dimostrano le parole del più eclettico e cinefilo regista americano.

Uscito negli anni Ottanta solo in vhs, oggi è possibile recuperarlo in streaming su Amazon Prime Video. Dopo una quindicina di wuxiapian, John Woo viene spinto da Tsui Hark a girare il film che ha aperto la strada a noir metropolitani che avranno grande fortuna nel cinema “made in Hong Kong”. E girando un film all’anno, a stretto giro realizza anche altri cult del genere come The Killer, Bullet in the head e Hard Bolied, che ne consacrano la statura autoriale e lo lanciano verso il cinema hollywoodiano al quale approderà nel 1993 con Senza tregua.

A better tomorrow dà il suo meglio nelle scene d’azione, davvero tesissime, spettacolari, palpitanti. La sceneggiatura, a dir il vero, ha varie pecche e accentua per difetto il risultato complessivo del film. Siamo di fronte ad un’opera che, come è tipico di molto cinema orientale, mescola passaggi da commedia ad altri da tragedia ad altri di puro cinema action. Dietro i toni melodrammatici di molti scene, però, sviluppa bene il tema dell’amicizia virile in bilico tra eroismo e romanticismo, tra compari e fratelli dove il legame umano è più forte di quello di sangue.

A better tomorrow di John Woo: recensione ultima modifica: 2021-07-13T16:56:40+02:00 da Tommaso Tronconi

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