Call of God: recensione ultimo film postumo di Kim Ki-duk

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Recensione di Call of God, l’ultimo film postumo di Kim Ki-duk.

“E il sogno realtà diverrà” cantava una celebre canzoncina Disney. E pare pensarla allo stesso modo anche Kim Ki-duk con l’ultimo suo film postumo, Call of God. Una ragazza sogna di incontrare un ragazzo, ma la relazione si fa subito torbida, inquietante, violenta. Al suo risveglio riceve una telefonata: è il ragazzo del sogno che le dice che la incontrerà nella realtà. Per sapere come andrà a evolversi la faccenda, non può far altro che continuare a sognare.

Amore e gelosia, sesso e violenza, sogno e realtà. I temi cardine della filmografia del noto regista coreano ci sono tutti, in questo film girato in lingua estone ma con attori orientali. Call of God è un film imperfetto, zoppicante da tanti punti di vista (regia, recitazione, fotografia), ma non per questo è meno intrigante e affascinante di altri film girati in Corea del Sud. Un’opera sgangherata, a tratti anche ridicola, forse volontariamente, come l’ennesimo guanto di sfida di un regista che ha sempre amato provocare. Confusionario ma ammaliante, perverso ma non così lontano dalla realtà, inquietante ma anche poetico. Call of God ha il suo perché e minuto dopo minuto si è sempre più curiosi di vedere come andrà a finire e dove andrà a parare ed approdare il maestro Kim (morto per Covid a soli 59 anni).

Un ultimo film che non possiamo che leggere come film testamento, non voluto sia chiaro, ma summa di tanti temi e schemi amati dal regista sudcoreano: l’amore e la morte, la carne e lo spirito, il fisico e il meta-fisico, il presente e la memoria del presente, la realtà e il sogno, il bianco e nero e il colore. Una storia d’amore, passione, ossessione e violenza per un film che si nutre degli opposti (che sempre si attraggono) ma anche di quei passi falsi (apparenti?) che conferiscono una subdola e sottile liricità. Rudimentale, esasperato, sincero, tormentato, Call of God è un po’ la fotografia spirituale del suo creatore. Che ci mancherà molto nel cinema del domani.

Call of God: recensione ultimo film postumo di Kim Ki-duk ultima modifica: 2022-10-12T17:06:07+02:00 da Tommaso Tronconi

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