Pechino: “Registi, a lavorare nei campi!”

Agricoltura in Cina

Un tempo gli artisti erano costretti a lasciare la città per la campagna cinese, poiché obbligati a periodi di detenzione (o quasi) che potevano durare anche svariati anni. Oggi non è più così. Il governo è cambiato, la società è cambiata. Ma la campagna continua ad essere additata come “fonte d’ispirazione”. Infatti, come riportato da La Stampa, il Presidente cinese e Segretario Generale del Partito Comunista, Xi Jinping, citando Mao Zedong, ha invitato gli artisti (registi, pittori, scrittori e conduttori televisivi) a purificarsi dalla “puzza di denaro” andando a vivere per un po’ in campagna, fra i contadini, ben predisposti ad apprendere da loro “una corretta visione dell’arte”.

Non un diktat, dunque, né l’accusa d’essere “braccia rubate all’agricoltura”, bensì un consiglio, un semplice consiglio. Anzi no, a ben vedere è qualcosa di più. Perchè se è vero che lo Stato cinese oggi ha molto meno potere nel condizionare la vita privata di uomini e donne, è anche vero che per non passare sotto una cattiva luce, o vedersi censurare (in anticipo) i propri lavori, una breve permanenza in campagna è una scelta “caldamente” consigliata. Insomma, regista cinese avvisato, mezzo salvato.

La direttiva, proveniente e promossa dalla SARFT, ossia l’Amministrazione statale generale per la Stampa, la Pubblicazione, Radio, Film e TV (in parole povere il principale organo regolatore delle comunicazioni in quel della Cina), sembra quindi passare da qualcosa di facoltativo ad obbligatorio. La domanda ora è: quanti registi e artisti cinesi seguiranno l’invito della SARFT? Se qualcuno di loro aveva dei dubbi su dove passare le vacanze estive, ora ha trovato cosa fare…

Pechino: “Registi, a lavorare nei campi!” ultima modifica: 2015-05-27T16:31:39+02:00 da Tommaso Tronconi

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