Guilty of Romance di Sion Sono: recensione

guilty of romance

Recensione di Guilty of Romance di Sion Sono.

Scritta da Pietro Braccio.

Se c’è una costante ben rintracciabile nell’eclettismo e nella follia dello sguardo cinematografico di Sion Sono è la fisicità, sia nel senso letterale dei corpi sia in quello “figurato” delle parole. E Guilty of Romance lo dichiara apertamente per mezzo delle sue protagoniste, che cercano il perché della vita nelle loro azioni espresse attraverso il sesso.

Guilty of Romance è un film duro, drammatico, tosto, che aggredisce lo spettatore con una materialità, dei corpi e delle parole, che riempie lo schermo. Scegliendo come set la zona dei love hotel a Tokyo, Sion Sono ci racconta l’incontro tra due donne: Izumi, moglie devota di uno scrittore di successo, e Mitsuko, docente di letteratura all’università. Entrambe hanno una doppia vita, una second life quando cala la notte, trasformandosi in prostitute che solo nel denaro trovano il senso di ciò che fanno e vivono.

Sion Sono, come al suo solito (ed è il suo bello!), estremizza e getta il suo sguardo lucido e visionario su una società giapponese priva di freni, pudore, dignità, dove il sesso è il perno delle relazioni umane. Con un inizio da crime che ci porta subito in medias res e un finale davvero inaspettato, Guilty of Romance ci consegna uno spaccato brutale, feroce, triviale e coloratissimo della condizione dell’uomo.

Dopo Love Exposure, Suicide Club, Cold Fish, Himizu, Sion Sono dipinge un nuovo incubo della società nipponica, che qualche anno dopo troverà un punto di non ritorno nello sconvolgente Antiporno.

Guilty of Romance di Sion Sono: recensione ultima modifica: 2020-06-08T16:06:29+02:00 da Tommaso Tronconi

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