The Mission di Johnnie To: la recensione del film

The Mission di Johnnie To

Recensione di The Mission di Johnnie To.

Datato 1999, The Mission di Johnnie To appare sin dalla sua uscita come un film fuori tempo massimo, letteralmente anacronistico all’alba degli anni Duemila. E questa forse è stata anche la sua fortuna, configurandolo come un cult nella filmografia del regista cinese. Ma rivisto oggi, appaiono come limiti quelli che vent’anni fa si levarono come punti di forza o quantomeno di distinzione.

The Mission è un gangster movie in piena regola: un boss della criminalità organizzata si salva durante un attentato e ordina al suo braccio destro di trovare chi ha tentato di ucciderlo. Per riuscire nella missione, quest’ultimo riunisce cinque professionisti del grilletto, ma la relazione di uno di loro con la moglie del boss rischia di mandare tutto all’aria.

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The Mission dilata i tempi all’inverosimile, concentrandosi così tanto sui momenti di non-azione da rendere fin troppo lacunoso il susseguirsi degli eventi. La linea narrativa si fa via via sempre più sfilacciata, inafferrabile, tanto da lasciare confuso e spiazzato lo spettatore. La componente noir, anche per via dei toni di blu che ammantano tutta la pellicola, si fa evidente, anzi preponderante. Ma non porta con sé pari attenzione per i personaggi, che rimangono psicologicamente in superficie e nascosti dietro sparatorie da un lato intriganti ma dall’altro poco coinvolgenti.

Johnnie To ci consegna quindi un film ambiguo, cangiante, i cui pregi sono anche i suoi difetti. Un’opera incerta, che col passare degli anni mostra sempre più i suoi lati sbeccati.

The Mission di Johnnie To: la recensione del film ultima modifica: 2019-07-04T13:06:24+02:00 da Tommaso Tronconi

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